Mercati, annona, pane, vino e alimentazione quotidiana.
Una cucina nata dall’incontro tra territorio, corte e vita quotidiana.
Non un elenco di ricette, ma una storia del Piemonte attraverso ciò che si coltiva, si compra, si conserva, si cucina e si porta in tavola.
Il Cuoco piemontese perfezionato a Parigi: una cucina che dialoga con la Francia e si adatta al territorio.
Giovanni Vialardi pubblica il suo grande Trattato di cucina, pasticceria moderna, credenza e relativa confettureria.
La cucina di corte, borghese e popolare si fissa nei ricettari e nelle pratiche familiari.
I classici piemontesi diventano patrimonio gastronomico, ma vanno riletti alla luce delle fonti.
Prima della cucina “piemontese”
La cucina regionale non nasce in un giorno e non coincide con un solo ricettario. Prima della codificazione ottocentesca esistono pratiche alimentari diverse tra città e campagna, pianura e montagna, tavole ricche e mense popolari.
Torino, mercati e approvvigionamenti
La storia gastronomica passa prima di tutto da pane, cereali, vino, carne e mercati. L’amministrazione cittadina controlla approvvigionamento, prezzi e qualità: il cibo è già una questione politica e sociale.
Il Settecento e Parigi
Nel 1766 Il Cuoco piemontese perfezionato a Parigi mostra un passaggio decisivo: tecniche e lessico francesi vengono adattati a prodotti e gusti locali, dai cardi di Chieri ai tartufi e ai formaggi.
La tavola sabauda
La corte organizza servizi complessi, codifica gesti, sequenze e presentazioni. La cucina di rappresentanza dialoga con quella quotidiana, ma non coincide con essa: il Piemonte gastronomico nasce dall’incontro di più mondi.
L’Ottocento e la codificazione
Con Giovanni Vialardi la cucina diventa un sistema organico: ingredienti, tecniche, pesi, servizi, conservazione, pasticceria, cucina per bambini e migliaia di ricette raccolte in un trattato illustrato.
Dai territori ai grandi classici
Agnolotti, riso, tartufo, carni, formaggi, verdure, cioccolato e vini assumono significati diversi secondo territorio e stagione. Il compendio li leggerà sempre con una domanda: quando compaiono nelle fonti e come cambiano nel tempo?
Leggere la cucina nelle fonti, non nelle leggende.
Il compendio nasce dal confronto diretto con ricettari e documenti storici. Le pagine dedicate ai singoli piatti distingueranno sempre ciò che è attestato dalle fonti da ciò che appartiene alla tradizione orale o alla ricostruzione moderna.