ANTIPASTI PIEMONTESI
La tavola piemontese spesso comincia con una successione di piccoli piatti: verdure, salse, carni, preparazioni fredde e calde. È una grammatica del gusto che racconta stagioni, conserve e cucina domestica.

Un pasto che comincia lentamente
L’antipasto piemontese raramente è un singolo piatto. È piuttosto una sequenza: preparazioni fredde e calde, verdure, salse, conserve, uova, carne e piccoli assaggi che possono cambiare con le stagioni e con la zona.
La cucina della dispensa
Molti antipasti raccontano una cucina capace di conservare e trasformare. Sottoli, sottaceti, salse verdi, bagna càuda, peperoni, tomini e insalate composte mostrano quanto la dispensa domestica abbia contribuito alla grammatica gastronomica regionale.
Convivialità prima del primo
L’antipasto ha anche una funzione sociale: allunga l’inizio del pasto e crea conversazione. In Piemonte la tavola entra spesso nel vivo proprio qui, prima ancora di pasta, riso o secondi.
Come leggere un antipasto piemontese
Non pensarlo come un unico piatto. In Piemonte l’antipasto è spesso una sequenza: vitello tonnato, insalata russa, peperoni, tomini, acciughe al verde, capunet, salumi. Il bello è proprio assaggiare poco di molte cose e capire come cambia il gusto da una preparazione all’altra.
Se sei in trattoria
Non avere fretta di arrivare ai primi. Una buona selezione di antipasti racconta già molto della cucina locale: conserve, verdure, salse, carne e formaggi. È spesso il modo più semplice per capire se una cucina è davvero radicata nel territorio.

