L’APERITIVO A TORINO
Nato fra botteghe, erboristi e caffè storici, l’aperitivo torinese racconta Carpano, il Museo del Vermouth, la tutela IGP, Mulassano e l’avventura internazionale di Martini & Rossi.

Antonio Benedetto Carpano: un uomo, una formula, una città
Nato il 24 novembre 1751 a Bioglio, allora nel territorio vercellese, Antonio Benedetto Carpano si appassionò alle scienze naturali, all’agronomia e alla conoscenza delle erbe. Attorno al 1786 iniziò a produrre a Torino un vino aromatizzato, mettendo a punto una formula a base di Moscato e infusioni botaniche. Lo vendeva nella bottega di liquori Merendazzo, sotto i portici di piazza Castello, di fronte alla residenza reale. I vini aromatizzati esistevano già: il suo merito fu trasformare un sapere precedente in una specialità torinese riconoscibile.
La ditta proseguì dopo la sua morte attraverso il nipote Giuseppe Bernardino Carpano, che ampliò l’attività, e poi le generazioni successive. Dalla piccola bottega nacque un marchio protagonista anche della storia industriale e pubblicitaria della città.

Il Museo Carpano: l’industria raccontata dai suoi oggetti
Al primo piano di Eataly Torino Lingotto, nell’edificio dell’ex stabilimento Carpano di via Nizza, si conserva un percorso dedicato alla storia del vermouth. Le stanze già utilizzate per documenti, erbe, miscelazione e conservazione degli estratti ospitano oggetti, attrezzature e testimonianze di consumo. È un museo utile per comprendere come una bottega settecentesca sia diventata produzione organizzata e cultura materiale.
Il percorso è segnalato da Eataly: prima di una visita è opportuno verificare sul sito ufficiale eventuali aggiornamenti di accesso e orari.
Visita il Museo Carpano a Eataly Lingotto ↗Vermouth di Torino IGP: che cosa protegge davvero
Il Vermouth di Torino non è semplicemente qualsiasi vermouth prodotto o servito a Torino. L’indicazione geografica protetta identifica un vino aromatizzato che rispetta un disciplinare di produzione, con regole sugli ingredienti, sulla zona di elaborazione e sulle caratteristiche del prodotto. Il decreto ministeriale del 22 marzo 2017 ha definito il disciplinare della denominazione «Vermut di Torino» o «Vermouth di Torino».
Il Consorzio è nato nel 2019 e ha ottenuto il riconoscimento ufficiale per la tutela dell’IGP nel 2025. In etichetta, dunque, «Vermouth di Torino IGP» è una denominazione regolamentata, non un richiamo decorativo alla tradizione.
Il Consorzio e il disciplinare del Vermouth di Torino IGP ↗Mulassano: il tramezzino entra nell’aperitivo
Il Caffè Mulassano si trasferisce in piazza Castello nel 1907. Tra legno, ottone e specchi, il rito dell’aperitivo incontra una specialità poi diventata quotidiana: una targa ricorda che nel 1926 Angela Demichelis Nebiolo ideò qui il tramezzino. Prima accompagnamento del bicchiere, poi spuntino e pranzo veloce, porta con sé un piccolo pezzo di storia torinese. Il nome «tramezzino» viene tradizionalmente attribuito a Gabriele D’Annunzio.

Martini & Rossi: il vermouth conquista il mondo
Nel 1863 Alessandro Martini, Teofilo Sola e Luigi Rossi avviano la società che porterà il vermouth piemontese sui mercati internazionali. Pessione, sulla linea ferroviaria Torino-Genova, diventa uno snodo produttivo decisivo. La vicenda non è soltanto quella di una ricetta: la distribuzione, l’identità visiva, la pubblicità e in seguito lo sport costruiscono un immaginario riconoscibile ben oltre il bicchiere.
Le immagini pubblicitarie e gli oggetti raccolti nel Museo Martini restituiscono un’altra dimensione di questa storia: il modo in cui un marchio torinese ha costruito nel tempo un linguaggio visivo riconosciuto ben oltre il Piemonte.


Dal bicchiere alla conversazione
Il vermouth può essere gustato da solo oppure usato nella miscelazione. Nei caffè torinesi, intanto, si afferma un rituale: il bicchiere precede il pasto, accompagna piccoli assaggi salati e offre tempo per incontrarsi. In questa dimensione convivono artigianato, industria e vita cittadina, senza bisogno di trasformare la storia dell’aperitivo in un catalogo di cocktail.

Aperitivo: fallo semplice
Il vermouth è uno dei simboli più forti della Torino gastronomica, ma non serve trasformarlo in una lezione. Un bicchiere ben servito, qualche piccolo assaggio salato e il tempo di stare seduti bastano per capire il rito.
Dove ha più senso
Caffè storici, enoteche e cocktail bar del centro sono i luoghi più naturali per provarlo. Se puoi, scegli un posto in cui il vermouth non sia soltanto un ingrediente da cocktail ma venga proposto anche in purezza o spiegato con competenza.