GRANO · PANE · ANNONAMulini, farine e controllo pubblico
Il grano entra nella città attraverso un sistema regolato. I mulini civici, i forni, le gabelle e i calmieri trasformano pane e farina in una materia amministrativa oltre che alimentare. I fondi dell’Archivio Storico dedicati all’Annona documentano proprio questo intreccio tra approvvigionamento, prezzi e controllo pubblico.
Nei materiali iconografici che hai raccolto per questo progetto, la sequenza è resa con grande chiarezza: mercato del grano, mulini comunali e buratto, cioè il passaggio dalla materia prima alla farina pronta per il consumo.
CARNE · IGIENE · CONTROLLOMacellerie e macelli: quando la salute entra nel mercato
Nel Seicento Torino conta non più di una ventina di macellerie; nel 1718 superano le ottanta. La dispersione rende però difficili i controlli. Nel 1747, dopo una riorganizzazione dei punti di vendita, le macellerie risultano ridotte a trentaquattro. Dietro questi numeri ci sono ragioni molto concrete: peso corretto, qualità della carne, pulizia urbana, odori, salute degli animali e possibilità di vigilare sul commercio.
La carne è quindi uno dei casi più evidenti in cui la gastronomia torinese nasce anche dall’amministrazione e dalla sanità pubblica.
PIAZZE · MERCI · SPECIALIZZAZIONEPrima di Porta Palazzo: la spesa nelle piazze del centro
Per secoli le bancarelle occupano le piazze centrali e auliche. Piazza Palazzo di Città — l’antica piazza delle Erbe —, piazza San Carlo e piazza Carlina compaiono nelle fonti come luoghi ordinari dello scambio alimentare. Il materiale iconografico del progetto restituisce una città in cui le merci tendono anche a specializzarsi per luogo: erbe e latticini, vino, pollame, olio.
Fare la spesa significava dunque attraversare la città e riconoscerne una vera topografia del cibo.
1835–1836 · PORTA PALAZZOLa nascita del grande mercato moderno
Dopo l’epidemia di colera, nuove esigenze igienico-sanitarie accelerano la concentrazione dei mercati. Tra il 1835 e il 1836 i mercati centrali vengono trasferiti verso l’attuale piazza della Repubblica. Porta Palazzo diventa progressivamente il grande cuore mercatale di Torino, con tettoie, strutture alimentari, mercato ittico e spazi di conservazione.
Ancora oggi la piazza concentra mercato all’aperto, commercio alimentare, prodotti internazionali e vendita agricola diretta: è uno dei luoghi migliori per capire quanto il mercato torinese sia insieme economia, migrazione, abitudine e identità.
1933 · IL MOIDal mercato al grande sistema logistico
Nel 1933 viene inaugurato il nuovo Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso di via Giordano Bruno, il MOI, progettato da Umberto Cuzzi. Le grandi navate in cemento armato ad andamento parabolico segnano il passaggio dal mercato tradizionale a una vera infrastruttura moderna per l’arrivo, lo smistamento e il commercio all’ingrosso dei prodotti ortofrutticoli.
È un cambio di scala: non più soltanto la piazza dove il cittadino compra, ma una macchina urbana che organizza i flussi alimentari di una città industriale.
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