CULTURA DELLA TAVOLA · PIEMONTE

Il vino in cucina.

Non soltanto nel bicchiere. In Piemonte il vino entra nelle pentole, accompagna le lunghe cotture e colora il riso.

Più che un elenco di etichette, un viaggio attraverso i gesti, i sapori e le ricette che raccontano il legame tra vigneto e tavola.

Vendemmia del Roero Arneis
Vendemmia · Roero
Brasato al Barolo, carne a cottura lenta

IN CUCINA

Il brasato: quando il vino diventa sugo

Nel brasato al Barolo il vino non è un semplice profumo aggiunto all’ultimo momento: accompagna la carne durante una cottura lenta, si lega agli aromi e contribuisce a costruire il fondo. La scelta del taglio, la rosolatura, il tempo e la riduzione del liquido sono decisivi quanto l’etichetta sulla bottiglia. Un buon vino da cucina deve essere equilibrato: la cottura concentra anche acidità e tannini.

Risotto della tradizione piemontese

RISO E TERRITORIO

Un calice che entra nel risotto

Un vino rosso nel risotto cambia il piatto prima ancora del primo assaggio: colora i chicchi, porta acidità e aggiunge profondità. Il Barbera, con la sua vivacità, è una scelta frequente nelle interpretazioni piemontesi. Il segreto è dosarlo con misura e lasciarlo sfumare prima di proseguire la cottura con il brodo, senza coprire il sapore del riso.

Lavorazione del mosto durante la vinificazione

DALLA CUCINA ALLA TAVOLA

Abbinare significa cercare equilibrio

Non esiste una bottiglia obbligatoria per ogni ricetta. Gli agnolotti con sugo d’arrosto chiedono un vino capace di dialogare con la sapidità del ripieno; i tajarin al burro possono valorizzare bianchi freschi e misurati; per la bagna caoda, intensa e ricca d’aglio e acciughe, conta soprattutto la freschezza del sorso. Meglio partire dal condimento, dalla struttura e dalla sensazione lasciata in bocca, non da una lista di denominazioni.