MY MOLE
Ci sono monumenti che si visitano e monumenti che si riconoscono come parte di sé. Per me la Mole Antonelliana appartiene alla seconda categoria. È il segno che cerco nello skyline quando torno a Torino, il punto verticale che rimette ogni cosa al suo posto.

La mia Mole
La guardo da anni da prospettive diverse e continua a sorprendermi. Da Piazza Castello, dai tetti, dalle vie del centro, dalla collina: cambia con la luce, con il cielo, con la stagione. Non è soltanto il simbolo di Torino. È la sua firma, e in qualche modo anche una delle mie.


Il sogno verticale di Antonelli
Alessandro Antonelli la progettò nel 1862 come sinagoga per la Comunità Israelitica torinese. Il progetto, però, cambiò continuamente: Antonelli aumentò più volte altezza e complessità, facendo crescere costi e tempi fino alla rinuncia della committenza originaria. Il Comune di Torino acquistò l’edificio e proseguì i lavori; la Mole fu completata nel 1889 e raggiunse poi l’altezza attuale di circa 167 metri. La sua storia è quindi anche la storia di una trasformazione: da edificio religioso progettato per una comunità specifica a monumento civile e simbolo dell’intera città.
Museo Nazionale del Cinema · Mole Antonelliana ↗Dentro la Mole: il Museo Nazionale del Cinema
Dal 2000 la Mole ospita il Museo Nazionale del Cinema, ma la storia del museo comincia molto prima. Nel 1941 Maria Adriana Prolo avvia la collezione destinata a diventare il nucleo del futuro museo. Nel 1958 il Museo del Cinema apre al pubblico a Palazzo Chiablese; nel 1965 ottiene il riconoscimento di Museo Nazionale. Dopo una lunga fase di chiusura e riorganizzazione, il 20 luglio 2000 riapre nella Mole Antonelliana. Qui il percorso sale come una spirale: lanterne magiche, manifesti, scenografie, oggetti di scena e immagini in movimento trasformano la visita in un’esperienza verticale.


Salire dentro la Mole, guardare Torino dall’alto
L’ascensore che attraversa il vuoto
L’ascensore panoramico attraversa l’enorme Aula del Tempio e raggiunge il Tempietto a 85 metri. È uno di quei gesti che rendono la Mole ancora più teatrale: si sale dentro il vuoto e poi, all’improvviso, Torino si apre tutt’intorno.
Torino vista dal Tempietto
Dall’alto si leggono i tetti, il Po, la collina e l’arco delle Alpi. È una vista spettacolare, ma soprattutto è una vista che fa capire la forma della città. E ogni volta che torno giù, la Mole mi sembra ancora più impossibile.


Perché il cinema qui funziona
La Mole non è un semplice contenitore del museo. La sua verticalità, la grande aula centrale e il percorso ascensionale fanno parte dell’esperienza. Il cinema vive di luce, buio, prospettiva e sorpresa: pochi edifici potrebbero accoglierlo con la stessa forza.
Esposizione permanente ↗Un simbolo che non smette di emozionarmi
Potrei fotografarla cento volte e troverei ancora un’inquadratura diversa. Forse è questo il motivo per cui la Mole resta, per me, il simbolo più potente di Torino: non si lascia esaurire da una sola immagine. È sempre la stessa e ogni volta è nuova.